Questo sito è ottimizzato per la visualizzazione con Explorer 7 e successivi. Se disponi di versione precedente, potresti non essere in grado di visualizzare correttamente immagini e contenuti. Ti consigliamo di aggiornare gratuitamente Internet Explorer all'ultima versione oppure utilizzare un browser differente (Firefox, Chrome)
20/04/2011 - LA CORRETTA GESTIONE DEGLI ACCUMULATORI ELETTRICI IN OFFICINA

a cura del Resp. Qualità Brain Bee

 

L’importanza di una corretta gestione degli accumulatori elettrici in una officina di autoriparazione viene spesso sottostimata, ma in realtà una gestione corretta di questi prodotti può prevenire:

  1. guasti e malfunzionamenti di apparecchiature ed attrezzature di lavoro funzionanti a batteria
  2. nel caso di batterie installate sulle vetture dei clienti, reclami per mortalità infantile delle stesse

Le principali tipologie di batterie in commercio comprendono

  • Batterie al piombo
  • Batterie al litio
  • Batterie al nickel

Fermo restando che tali batterie vengono al giorno d’oggi generalmente prodotte nel far est asiatico per essere poi immesse sul mercato europeo da aziende importatrici, e che quindi non possiamo pretendere una lunga durata ed una elevata affidabilità, possiamo senz’altro richiedere al fornitore informazioni e garanzie sulla data di produzione (o di ultima carica) del prodotto acquistato, dal quale dedurre la data di scadenza della carica in base alle seguenti tempistiche standard di durata minima:

 

- Batterie al Piombo   6 mesi

- Batterie al litio          6 mesi

- Batterie al nickel      1 anno

 

NB: tali tempistiche sono da intendersi generali, a condizioni di rispettare condizioni di stoccaggio idonee (temperature dai 5 ai 35 gradi, assenza di raggi solari diretti, assenza di correnti elettriche parassite, umidità relativa non oltre l’80% - tutte condizioni generalmente rispettate nelle officine di autoriparazione)

L’informazione sulla data di produzione è generalmente indicata dal fornitore in maniera criptica sull’imballo esterno o sulla batteria stessa: una volta ricevuto il lotto di batterie acquistato, si tratta di:

 

1.  decrittare il codice utilizzato dal fornitore per indicare la data di produzione ed applicare (tramite etichetta adesivo, cartello identificativo o locazione specifica di magazzino) una data di scadenza della carica in base al seguente modello: 

 

+ 6 mesi per batterie al piombo e al litio

+ 12 mesi per batterie al nickel

 

respingendo al fornitore eventuali batterie consegnate già scadute.

 

2. instaurare in magazzino un metodo tipo FIFO (First In First Out) che consenta di esaurire le batterie più vecchie e prevenire il permanere a magazzino di batterie scariche, che rischiano di essere utilizzate sulle attrezzature di officina (caso a) o essere installate sulle vetture dei clienti (caso b). Tale sistema può essere:

 

- visivo: metto davanti le batterie più vecchie

- informatico: creo (su excell, access o qualsiasi altri SW già disponibile) un data base con le scadenze, che mi avvisi quando le cariche stanno per finire

- entrambi (visivo più informatico)

 

3. sottoporre a ricarica le batterie con la carica scaduta, aggiornando le date di cui al punto 1: tale ricarica deve essere effettuata tramite un alimentatore correttamente dimensionato, per prevenire rischi di sovraccarico (sia in termini di tempo di carica, sia in termini di corrente fornita) che potrebbero nuocere alla batteria in maniera grave ed irreversibile.

In questo modo saremo ragionevolmente confidenti che le batterie nei ns. magazzini e installate sulle ns. attrezzature di lavoro siano cariche e funzionanti.

 

RICARICA DEI TRANSPALLET ELETTRICI

Un discorso a parte merita la ricarica dei transpallet elettrici utilizzati in officina, che rilasciando vapori acidi  andrebbe effettuata in zone areate e lontano dalle aree di lavoro del personale: non essendo questo sempre possibile per ragioni di tempo o di spazio, si consiglia di strutturare una area specifica, possibilmente esterna alla officina o comunque in zona particolarmente areata e ad accesso controllato, nella quale effettuare tale attività.

Oltre a ciò, si ricorda che:

  1. tali attrezzature devono essere sottoposte ad attività di verifica e manutenzione periodica documentata ai sensi di leggi e normative vigenti in materia di sicurezza ed igiene del lavoro
  2. tali attrezzature, anche se dotate di ruote e volante, spesso non sono omologate per circolare su strada: in tal caso, chi le utilizza al di fuori del perimetro dell’officina lo fa a suo rischio e pericolo
  3. chi utilizza tali apparecchiature deve essere:

          - qualificato allo scopo (tramite corsi di formazione specifici)

          - idoneo allo scopo (tramite visite mediche periodiche ed analisi tossicologica delle urine, a cura del medico competente)

          - consapevole del rischio che comporta un utilizzo improprio di tali attrezzature, per se stesso, per i propri colleghi, per le infrastrutture della propria officina.